Il Carnevale di Orotelli

Il carnevale tradizionale di Orotelli è senz’altro uno dei più particolari della Barbagia. Certamente legato ai riti dionisiaci pre-cristiani, come i più celebri carnevali di Ottana e Mamojada, presenta però degli elementi certamente di evoluzione autonoma, certamente avvenuti in epoca più tarda. E’ caratterizzato da due tipi di maschere: sas màscaras de caddu [za màskaraza ‘e kaɖɖu], cioè maschere a cavallo, e sas màscaras de pe’ [zar màskaraza a pe’] cioè maschere a piedi: tra queste ultime, sos Thurpos sono i protagonisti.

Sos Thurpos [zor t̪ùrpozo]: il termine significa “i ciechi”. Portano l’abito di velluto, i gambali di cuoio sos gambales [zor gambàleze] e un lungo pastrano su gabanu [zu gabbanu] di orbace nero, un tempo usato dal pastore in periodo invernale. Portano a tracolla una bandoliera di campanacci. Il viso è nascosto da uno strato di fuliggine ricavata da sughero bruciato, ed è coperto da un capuccio che scende fino al naso.

S’Eritaju [z’eritàju] “il riccio”, è stato recentemente reinserito nel carnevale di Orotelli, avendo ricostruito filologicamente gli abiti: indossa un saio bianco con capuccio e porta una collana di tappi di sughero con aculei di riccio.

Fra gli abitanti di Orotelli è inoltre ancora viva la memoria di altre maschere quali sos Tintinnajos [zor tintinnàjozo], e sos Burrajos [zor burràjozo].

La rappresentazione

Il rito è incentrato su un corteo caotico e coinvolgente. Sos Thurpos girano il paese a gruppi di tre e inscenano diverse azioni. In un gruppo c’è su Thurpu pastore (Thurpu pastore), che infligge colpi alla cieca con il pungolo per governare i testardi Thurpos boes (Thurpos buoi), legati alla fune. In un altro gruppo su Thurpu messaju (Thurpu contadino) ne tiene aggiogati altri due che trainano un aratro lungo la via. Seguono alcuni Thurpos semenadores (Thurpos seminatori) che spargono crusca lungo il cammino. Ci sono poi sos Thurpos ferradores (Thurpos maniscalchi) che ferrano su Thurpu boe. Muggendo e sbandando improvvisamente, a causa della loro cecità, sos Thurpos investono il pubblico, che entra così a far parte del gioco. Tentano di catturare una persona con sas sogas (le funi). L’azione termina con sa tenta (la cattura): il prigioniero dovrà offrire da bere se vuole essere liberato. Il martedì di carnevale i ruoli s’invertono: saranno sos Thurpos a offrire il vino agli spettatori. Il rito si conclude nella piazza del paese, dove tutti prendono parte a su ballu de sos Thurpos (il ballo dei Thurpos).

Nel frettempo s’Eritaju, strano e misterioso personaggio, insegue le donne, le cattura e le abbraccia per pungerle il seno e far uscire il latte, probabilmente per adempiere ad un rito di fertilità.

Il significato

Secondo alcuni studiosi sarebbe la rappresentazione di un rito propiziatorio, metafora del lavoro contadino incentrata sul rapporto uomo animale. Non ci sarebbe però nessuna forma di identificazione misterica dell’uomo con l’animale, come avviene per s’imbovamentu di Boes e Mamuthones. Il rito de sos Thurpos sarebbe più semplicemente la pantomima della lotta contro i proprietari dei pascoli, rappresentata attraverso il capovolgimento dei ruoli tra contadino e bue. Questa teoria sarebbe avvalorata dalla storia di Orotelli: ai pastori del paese, che avevano il privilegio di non dover sottostare ai proprietari terrieri, era concessa una certa libertà di contestare, in modo ironico, lo sfruttamento da parte dei padroni. Così, a partire dalla penultima domenica di gennaio, i pastori attraversavano il paese indossando un pastrano nero con un capuccio, mimando a gruppi di tre il rito dell’aratura. Ci si prendeva insomma gioco dei padroni, costringendoli poi a farsi offrire da bere da loro.

Più di uno studioso però inquadra il rito de sos Thurpos all’interno delle celebrazioni per la fertilità e la propiziazione del raccolto, con alcune varianti e peculiarità: l’abito de su thurpu sarebbe quello del vedovo, figura emblematica resa cieca dal dolore per l’impossibilità di riprodursi e fecondare la terra, costretto ad espiare la sua sterilità. Il rito d’invocazione della pioggia e del risveglio della natura non prevede il sacrificio della vittima, anche se un tempo il baccanale di Orotelli terminava coi funerali di Jorzi, il fantoccio di Carnevale.

Carnevale di Orotelli - Sos Thurpos (foto di Gabriele Zucca)

Per le foto si ringraziano:

Gabriele Zucca

Le foto ed i diritti di autore sono e restano di proprietà degli autori.

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4 Risposte

  1. 7 agosto 2014

    […] di Samugheo, S’Urzu e sos Bardianos di Ulà Tirso, Sos Corrajos di Paulilatino, Sos Thurpos di Orotelli, Su Bundu di Orani ed i Tamburini e Trombettieri di […]

  2. 9 aprile 2015

    […] dei Mamuthones con gli agili Issohadores, le facce fuligginose e incappucciate dei Thurpos di Orotelli, i giocosi Boes e Merdules di Ottana, le antropomorfe rievocazioni dei Mamutzones e Urtzu di […]

  3. 18 gennaio 2016

    […] Nel corso dei 3 giorni della manifestazione (potete vedere il programma completo nella locandina allegata in fondo all’articolo) sarà possibile partecipare a numerose attività dedicate all’abito tradizionale orotellese, alla panificazione secondo la tradizione orotellese de “su pane lentu” ed alla vestizione ed esibizione de “Sos Thurpos“, le maschere tipiche del Carnevale di Orotelli. […]

  4. 3 febbraio 2017

    […] “Nel ricco programma si può notare come, a partire dall’apertura di Sarule, ogni fine settimana offra possibilità di festeggiare agli appassionati e ai turisti che per la prima volta si affacciano al nostro carnevale, che abbiamo declinato al singolare perché per noi è uno solo, con una vera e propria esplosione di eventi dal 23 febbraio al 1 marzo, prima della chiusura del 5 con la sfilata dei carri allegorici a Nuoro, a quella delle maschere tradizionali di Lodé o quella spontanea dei Thurpos di Orotelli”. […]

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