Escursione: Capo Altano, la rotta dei tonni

Oggi vi presentiamo il primo itinerario escursionistico organizzato da Sardegna Fluminimaggiore.org nel mese di Marzo, che vi porterà tra Portoscuso e la spiaggia di Porto Paglia a scoprire e conoscere queste bellissima zona della Sardegna.

TITOLO: ITP – 34 – CAPO ALTANO, LA ROTTA DEI TONNI

ore  8.30: incontro a Porto Paglia – Punta S’Arena;

ore  8.45: trasferimento in auto a Portoscuso e avvio escursione a piedi;

ore 10.00: litorali di Capoaltano e Is Perdaias Mannas;

ore 13.00: pranzo al sacco nella spiaggia di Guroneddu;

ore 17.00: arrivo a Punta s’Arena e Porto Paglia.

Punti di interesse:

Costa rocciosa di origine vulcanica con sezioni geologiche di trachiti ignimbriti e clasti; ruderi e postazioni della II guerra mondiale; dune sabbiose fossili; patriarchi di ginepro; torre seicentesca e antica tonnara di Porto Paglia.

Durata media: 7 – 8 ore

Quote (min / max): 1 – 105  m.s.l.m.

Lunghezza: m. 10.680

Difficoltà: tre pallini di cinque

Località: Portoscuso, Gonnesa (CI)

Descrizione generale:

Affascinante percorso che si sviluppa interamente lungo la costa alta e rocciosa tra l’abitato di Portoscuso e la spiaggia di Porto Paglia.

Un itinerario all’interno di un paesaggio di natura vulcanica contraddistinto da una ricca vegetazione mediterranea, con specie botaniche rare ed esclusive, e dove, in tarda primavera, è possibile osservare le spettacolari fioriture dei fichi degli ottentotti, una pianta di origine sud africana ormai ambientata al clima mediterraneo.

Lungo il percorso sono ben evidenti le rocce ignimbritiche che costituiscono il basamento del basso Sulcis e delle isole di Sant’Antioco e San Pietro che, al suo interno, racchiude per centinaia di metri il più importante e profondo giacimento di carbone fossile presente in Italia.

Valori geologici importanti esaltati in superficie dalle diverse forme  delle rocce ricoperte di variopinti licheni, erose nei millenni dal vento e dall’acqua, ricche di cromatismi che mutano dal grigio, al verde, al rosso fino alle tonalità più chiare dei tufi, in forte contrasto con il blu cobalto e il verde smeraldo delle acque che lambiscono il litorale.

Un mare esposto al vento forte di maestrale, ricco di specie ittiche, rotta di transito dei tonni che migrano in primavera verso sud da tempo immemorabile.

In questo periodo dalle rovine di una postazione militare della seconda guerra mondiale, si possono facilmente osservare le reti della tonnara di Capo Altano calate a poche miglia dalla costa  per sbarrare il transito a questi pregiati animali.

Da aprile a giugno, quando nelle reti  si raggiunge un certo numero di esemplari, il raìs da l’avvio alla mattanza, secolare tecnica di pesca al tonno.

In pochi minuti le acque circostanti si tingono di sangue e alte salgono le grida dei tonnarotti che arpionano i grossi pesci per poi gettarli nelle grandi  barche chiamate bastarde.

Da Capo Altano l’itinerario prosegue superando alte falesie di roccia trachitica immerse nella fitta e  intricata vegetazione mediterranea, incontrando piccole valli lambite stagionalmente da piccole cascate d’acqua che precipitano sul mare.

Poco sopra il sentiero una strada panoramica riprende l’antico tracciato ferroviario costruito nella fine dell’ottocento dalla società mineraria Monteponi.

Da qui i minerali di piombo argentifero e di calamine, minerali di zinco, provenienti dalle miniere di Iglesias giungevano a Porto Vesme, per proseguire nelle stive dei piroscafi alla volta dei porti del nord Italia e della Francia.

Più avanti, la solitaria spiaggia di Guroneddu  è l’occasione per un bagno ristoratore nelle sue acque cristalline e un punto di sosta ideale prima  di inoltrarsi nelle dune sabbiose fossili sospese nella scogliera a decine di metri sul mare.

Circondato da una fitta macchia mediterranea lo spesso manto sabbioso è ricoperto in primavera da singolari fioriture di cisto giallo.

Dalla rena emergono i tronchi silicizzati dei ginepri che ancora oggi fanno bella mostra anche con esemplari millenari dal fusto contorto e dalle ampie fronde.

Dall’alto del sentiero lungo la scogliera appaiono quasi all’improvviso i ruderi della seicentesca torre spagnola edificata per contrastare le invasioni barbaresche.

Poggiata sopra un basamento roccioso a pelo d’acqua per esigenze militari dell’epoca, i ruderi appaiono oggi come lo scafo di una imbarcazione affondata e in balia delle mareggiate che vi si infrangono contro.

Segnano l’arrivo del percorso i vicini caseggiati di quelli che furono la tonnara di Porto Paglia e il villaggio dei pescatori, di settecentesca memoria oggi riconvertiti a fini turistici.

Quota di partecipazione: 12 euro a persona

La quota comprende: accompagnamento con guida escursionista iscritta nell’Albo Regionale

Note e suggerimenti: è obbligatorio dotarsi di un abbigliamento comodo e confortevole adatto alla situazione, con pantaloni lunghi e scarponcini da trekking.

I partecipanti devono comunque avere un allenamento adeguato all’impegno dell’escursione, ed essere in buono stato di salute generale. Cibo e bevande a discrezione di ciascuno.

Prenotazione: confermata all’indirizzo info@fluminimaggiore.org entro la sera di giovedì 1 marzo indicando le tue generalità, il tuo numero di telefono, la tua email e l’età dei partecipanti se rappresenti un gruppo.

INFO e PRENOTAZIONI:

Lino Cianciotto – FLUMINIMAGGIORE.ORG

Tel. 347 6757476 / info@fluminimaggiore.org / Account Facebook: Sardegna Fluminimaggiore.org

Pierpaolo Putzolu – IGLESIAS MINE TOUR

Tel. 320 2355115 / iglesiasmt@yahoo.it /Account Facebook: iglesias mine tour

Tratto di costa lungo il percorso

Una veduta dal percorso dell'escursione

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