Nuraghe Arrubiu

In località “Pranu muru“, nel comune di Orroli si trova il primo nuraghe di cui vi parliamo oggi. Si tratta del nuraghe Arrubiu (“Rosso” in sardo) così chiamato per la colorazione dei licheni che lo circondano, ed è stato definito anche “Il gigante Rosso” a causa delle sue dimensioni; è infatti il più grande nuraghe esistente e vanta anche la caratteristica di essere stata la più alta costruzione in pietra del Mediterraneo protostorico ad eccezione delle piramidi. Il nuraghe Arrubiu è, inoltre, l’unico nuraghe attualmente noto con un bastione che presenta cinque torri intorno al mastio centrale, disposte come un pentagono.

Il nuraghe sorge al centro dell’altopiano basaltico Su Prànu, coperto da rada macchia mediterranea sfruttata per il pascolo e dominante un antico guado sul corso del Medio Flumendosa, dove oggi sorge una diga di sbarramento. Il complesso è rimasto ignoto ed inesplorato, coperto dai suoi stessi crolli e da una foltissima vegetazione ad alto fusto resa quasi impenetrabile dall’intrico del suo sottobosco fino agli anni Trenta, vegetazione oggi completamente scomparsa. Così ricordano e riferiscono gli anziani orrolesi; ed è difficile da credersi davanti alla attuale situazione di nudità del suolo e di aridità e di desertificazione dell’altopiano. D’altra parte la copertura di un folto manto boschivo è l’unica spiegazione plausibile per l’oblio nel quale questo immenso complesso, senza alcun dubbio il nuraghe più grande della Sardegna, è rimasto avvolto, salvo rare ed isolate notizie, fino alla prima esplorazione di una certa importanza avvenuta negli anni Cinquanta.

Realizzato, almeno per la parte centrale nel XV° secolo A.C., ha una planimetria assai complessa ed è formato da almeno 21 torri posizionate intorno a diversi cortili; partendo dal centro del complesso si trovano le seguenti strutture: il mastio (o torre centrale); il bastione, che presenta un profilo retto-curvilineo con 5 torri ai vertici di un pentagono; una cinta esterna, che consta di ulteriori 7 torri, e racchiude diversi cortili posti intorno al bastione ed infine un’ altra cortina muraria esterna con 5 torri. Altre 3 probabili torri isolate, non raccordate con quelle precedenti, portano a 21 il numero totale delle strutture, che occupano una superficie di circa 3000 mq. escluso il villaggio che si trova al di fuori delle cinte murarie.

Dalle operazioni di scavo si è potuto stabilire che le strutture del nuraghe furono utilizzate all’incirca fino al X-VIII secolo a.C. quando ne avvenne l’abbandono a causa di un improvviso e rapido crollo che provocò la distruzione totale di tutta la parte alta del bastione, che fu forse causato dal cedimento del basamento di roccia sul quale poggia l’imponente complesso nuragico. monumento poggia. I crolli, che furono molto rovinosi riempirono quasi completamente di massi i cortili interposti tra le torri e le cortine murarie, impedendo così l’accesso diretto alle camere e la funzionalità originaria della costruzione.

Il mastio comprende una camera coperta a tholos alta circa 11 metri, ancora perfettamente intatta. Originariamente si sovrapponevano al vano del piano terreno altre due camere ed una terrazza finale per cui si suppone che si raggiungesse un’altezza compresa tra i 25 ed i 30 metri.

Negli anni grazie all’ausilio dell’informatica è stato possibile anche ricostruire virtualmente le strutture originarie. Di fronte a mastio è presente un ampio cortile, sul quale si affacciano gli ingressi ad alcune torri del bastione, nel quale i costruttori avevano scavato un canale per il drenaggio delle acque piovane ed un pozzo per la loro raccolta. Lo spazio tra il bastione e la seconda cinta muraria è diviso in quattro ampi cortili oltre i quali si estende il villaggio consistente soprattutto in capanne di pianta circolare.

Lo scavo del villaggio, ha permesso di appurare il massiccio riutilizzo di alcune strutture sia in età romana che in età medievale. Lo scavo archeologico del complesso del nuraghe Arrubiu ha restituito una gran mole di reperti in corso di studio; tra i più significativi un’olla con quattro anse rinvenuta entro una fossa praticata negli strati più antichi della camera inferiore del mastio, dove venne calata durante una cerimonia compiuta in un momento già avanzato della vita nel nuraghe.

Il percorso più agevole per raggiungere il nuraghe Arrubiu, da Cagliari o da Sassari, consiste nel percorrere la SS. 131 fino all’incrocio con la SP. 197 a 4 km. da Sanluri. La SP 197 va seguita fino al centro urbano di Barumini, dove si gira a destra e si raggiungono e si superano Gergei ed Escolca fino all’incrocio con la SP. 128. Si prosegue sulla SP. 128 fino al bivio per Nurri e si attraversano Nurri e Orroli. Oltre il paese di Orroli, dopo due chilometri in direzione di Escalaplano, un bivio sulla sinistra reca l’indicazione del nuraghe Arrubiu.

Il complesso nuragico è visitabile tutti i giorni con il seguente orario: da novembre a febbraio 9-13 / 15-17; da marzo ad ottobre 9-13 / 15-20,30, e ad un prezzo davvero irrisorio rispetto alla maestosità ed alla bellezza del complesso. A presto!!!!!!!!!!!!!

Nuraghe Arrubiu (foto Wikipedia)

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. 22 marzo 2017

    […] 26 marzo si svolgeranno invece le visite guidate ed i laboratori didattici lungo l’area del Nuraghe Arrubiu. PEr il programma completo visitate questa pagina: Programma Festival della Civiltà […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *