Nuraghe Su Nuraxi – Barumini

Parliamo stavolta del nuraghe per antonomasia; Su Nuraxi di Barumini, è il nome che tutti associano quando si parla dei nuraghe. In effetti Su Nuraxi è più propriamente un villaggio nuragico, sviluppatosi intorno ad un nuraghe quadrilobato (cioè con un bastione di quattro torri angolari più una centrale), tra il XVII ed il VI secolo a.C. la cui caratteristica principale è quella di unire all’enorme fortezza un vasto e labirintico villaggio con viottoli strettissimi e case a corte, pozzi, cisterne e capanne per le riunioni. Il villaggio nuragico di Su Nuraxi è stato occupato fino al III secolo d.C, in piena età romana.

Per arrivare a Su Nuraxi dalla S.S.131 si prende il bivio per Barumini al km 40,900: il paese è a km 19,9. Da Barumini si prende la strada per Tuili che si percorre per 1 km, trovando il villaggio nuragico a sinistra della strada.

La struttura più antica del nuraghe è costituita da una torre centrale, chiamata anche Mastio, a tre camere sovrapposte (per una altezza totale di oltre 18 metri), edificata tra il secolo XVII a.C. e il XIII a.C., in blocchi di basalto finemente squadrati con misure minori nei piani superiori. In seguito, nel periodo del Bronzo tardo, vennero edificate attorno alla torre centrale quattro torri unite tra loro da una cortina muraria, comunicanti tutte su un cortile interno servito da un pozzo con sorgente attiva anche ai giorni nostri. Le torri erano tutte formate da due piani sovrapposti e ancora oggi presentano intatto il soffitto del primo piano, mentre del secondo restano pochi tratti di muratura.

In tempi più tardi, nell’Età del Ferro, il complesso venne attorniato da un ulteriore cortina muraria eptalobata che in pratica raddoppiò lo spessore totale del muro. L’ingresso fu spostato dal lato sud a quello ovest e fu collocato a diversi metri di altezza (in precedenza si trovava al livello del terreno), rendendo possibile l’accesso solo servendosi di una scala di legno. Fu allora che il nuraghe prese l’aspetto imponente e massiccio che tutt’ora conserva. Questa seconda fase terminò tra il Bronzo Tardo e il Bronzo Recente, quando l’area fu abbandonata per un certo lasso di tempo.

Attorno al X secolo invece risale la rioccupazione del sito nuragico e la costruzione delle prime capanne, che andranno ad occupare non solo l’area circostante ma anche quella compresa all’interno dell’antico antemurale, sfruttandone spesso le murature superstiti per addossarvi le nuove costruzioni. Il questo periodo il nuraghe aveva già iniziato la lunga fase di decadenza che si protrarrà per tutto il corso dell’Età del Ferro e fino ad epoca romano imperiale, durante la quale fu utilizzato anche come cava di materiale da costruzione, come si può vedere osservando numerose capanne del villaggio parzialmente costruite con blocchi chiaramente provenienti dal nuraghe e addirittura, in età romana, come luogo di sepoltura, come testimoniano numerose tombe coi loro corredi che sono state rinvenute durante gli scavi all’interno della struttura e specialmente nel cortile interno che in quest’epoca era già interrato per una notevole altezza.

Nel villaggio le case più interessanti sono quelle databili all’inizio dell’età del Ferro, cioè ai secoli IX, VIII e VII. Queste sono caratterizzate da una pianta complessa e irregolare, incentrata su un cortile centrale su cui si affacciano varie stanze; spesso è riconoscibile la cucina, dove si trovava il forno che in alcuni casi si è conservato riconoscibile fino ad oggi. Tra questo gruppo di abitazioni risultano molto interessanti due nelle quali si trova ben conservato un ambiente circolare dotato di una panca in pietra lungo il perimetro e con al centro un grande bacino di pietra che veniva forse utilizzato per riti domestici concernenti il culto dell’acqua. Interessante è anche la capanna delle riunioni, databile allo stesso periodo e caratterizzata dal perimetro circolare, sul cui lato interno corre una panca di pietra, mentre sulle pareti si trovano alcune piccole nicchie.

Alcuni studiosi ritengono che la parte più antica del nuraghe fosse destinata ad uno scopo religioso, di rifugio, civile o ancora di parlamento o sede del capo villaggio, mentre le torri aggiunte erano più probabilmente destinate a scopo militare e di magazzino. Il complesso archeologico di Su Nuraxi fu interamente scavato tra il 1950 e il 1957, sotto la direzione dell’archeologo baruminese Giovanni Lilliu. Gli scavi hanno consentito di ripercorrere le diverse fasi della costruzione della reggia e del villaggio circostante, confermando la continuità di vita dell’intero complesso fino al III secolo d.C., in età romana ed hanno portato alla luce importanti resti di utensili, di armi, di vasellame e di oggetti ornamentali.

Per visitare il Nuraghe di Barumini è obbligatoria la visita guidata con partenze ad ogni mezz’ora e con orari che variano da periodo a periodo, per gruppi è consigliata la prenotazione. Dal 1997 il sito archeologico di Su Nuraxi è iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Su Nuraxi – Barumini (fonte Wikipedia)

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. 19 giugno 2015

    […] veniamo al Villaggio Nuragico di Barumini,  del quale abbiamo già parlato sulle pagine di Sardinia Turismo in passato. Il Villaggio […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *