Binos de Fozzas. Vino Arte e Cultura – A Bonnanaro

Presentiamo oggi la manifestazione intitolata “Binos de Fozzas” che si svolgerà a Bonnanaro sabato 16 Marzo 2013. Si tratta delle seconda edizione di questa manifestazione dedicata al connubio tra vino, arte e cultura.

Il termine “binu ‘e fozza“, che si è voluto riscoprire per battezzare questa iniziativa, significa letteralmente “vino a strati, a foglie”, ovvero il vino antico, quello che da più tempo riposa in cantina.Si usava infatti un tempo versare il vino nuovo nella stessa botte dove riposava ancora un poco di quello dell’anno precedente al quale si mescolava, ricavando così una bevanda dal gusto particolare molto apprezzata un tempo, ma decisamente poco “al passo con i tempi”.Le uve utilizzate erano prevalentemente il Moscato, l’Arvesiniadu, la Bianca Madura, il Torbato, il Pascale e più raramente il Taloppo; varietà coltivate un tempo nelle campagne del paese, che oggi sono state spesso convertite ad altre colture.

Sulla scia di altri comuni anche Bonnanaro per il secondo anno consecutivo prepone la manifestazione Binos de Fozzas con l’intenzione non di copiare gli eventi ma bensì di valorizzare un vino che negli anni ’80 era prodotto in grandi quantità, grazie anche alla presenza della cantina sociale, vini rinomati di alto pregio che hanno ottenuto anche buoni riconoscimenti in Sardegna e anche al vinitaly. Nel territorio comunale rimangono ben 200 produttori, includendo nel novero anche coloro che producono vino in piccolissime quantità per uso famigliare.

Forti di questa importante eredità l’Associazione Turistica Pro loco, l’Assessorato all’Agricoltura del Comune di Bonnanaro, i viticoltori della zona presentano la manifestazione “Binos de Fozzas. Vini arte e cultura” che si terrà sabato 16 MARZO 2013 i produttori impegnati nella manifestazione saranno 32 ed esporranno i loro vini in 14 cantine, invitando il visitatore a seguire un percorso di assaggi e degustazioni per la vie del paese.

Quest’anno per corollario alla manifestazione assieme a Lore Sardegna, distretto di Thiesi si è voluto organizzare ore 15.00 del 16 marzo un convegno zonale in concomitanza con la manifestazione incentrato sul Governo del Vino, quale argomento poteva essere più appropriato per valorizzare questa manifestazione e dare risalto al culto del vino di cui tutti noi in Sardegna siamo entusiasti e orgogliosi.

L’intento di portare avanti questo progetto è anche quello di riuscire a cogliere l’opportunità sia dal punto di vista produttivo e turistico di far parte integrante delle “Strade del vino della Sardegna Nord Ovest” associazione nata dopo una lunga fase di gestazione che ha permesso di mettere insieme ristoratori, albergatori, commercianti e buona parte dei produttori vitivinicoli del territorio provinciale.

Le “Strade del vino” altro non sono che itinerari turistici volti ad indirizzare il visitatore verso la buona cucina e l’ottimo vino. Questi itinerari sono stati creati per offrire gite, visite, soste e degustazioni della gastronomia sarda e del suo vino, contribuendo, allo stesso tempo, a far conoscere al turista usi e costumi degli abitanti dell’isola, luoghi storici, archeologici, paesaggistici. Tutti i luoghi indicati negli itinerari, per l’assaggio e la vendita dei vini, sono consigliati da organismi che vigilano sulla buona riuscita di questi itinerari e che attuano rigidi controlli. Le “Strade del vino”, danno la possibilità al visitatore di organizzare al meglio il proprio tempo disponibile, durante le vacanze, scegliendo l’itinerario a lui più consono. Durante la manifestazione si esibiranno in spettacoli itineranti i Tamburini di Gavoi, i cantatori Franco Figos e Daniele Giallara accompagnata dalla chitarra di Masia Bachisio e Coro Di Cheremule.

Il Presidente (Davide Carta)

Binos de Fozzas

Binos de Fozzas

BINU ‘E FOZZAS
Con questo nome, Bonnanaro vuole ricordare un modo antico di fare il vino, o, se si preferisce un vino antico. I nostri nonni sapevano bene cosa era su ‘inu ‘e fozzas: il vino speciale che segnava la fine di una bevuta, la degna chiusura di una serata di allegria! Il termine significa, letteralmente “vino a strati”, come le foglie sovrapposte: su ‘inu seberu de ogn’annu veniva aggiunto nella stessa botte e si sovrapponeva e mescolava con quello dell’anno precedente. Le uve usate erano prevalentemente: Moscato, Bianca madura, Alvisiniadu, Torbato, Passale biancu e, raramente Taloppo (normalmente usato per fare l’uva passa). Era un vino molto pregiato, per il gusto dei nostri padri, ma oggi è caduto nel dimenticatoio perché i gusti sono cambiati. Anche i gusti seguono le mode! Pensate solo che fino a qualche decennio orsono, nessuno avrebbe bevuto una Vernaccia o una Malvasia giovane, mentre oggi la gioventù di un vino diventa sempre più un pregio!

LA VITICOLTURA A BONNANARO
La coltivazione della vite in Sardegna ha una storia antichissima, pensate che i semi del Cannonau sono stati trovati negli scavi archeologici di alcuni nuraghi nella zona di Borore.

A Bonnanaro, nel passato i terreni coltivati a vigna erano molto più numerosi di quelli attuali. Il paese ha una grande varietà di terreni che danno alle uve caratteristiche e sapori diversi: i terreni vulcanici garantiscono una forte colorazione ai vini e sapori decisi e robusti, i terreni calcarei danno toni ancora diversi di sapore e di colore e, infine i terreni sabbiosi riescono a darci, dallo stesso vitigno, intensità, colori e gusti ancora diversi.

La storia della nostra viticoltura ha una caratterizzazione geografica curiosa: Possiamo dire che le vigne più antiche si trovavano nelle pendici del monte Pelau, intorno ai 500 m. di altitudine. Si trattava di piccole vigne adatte per il consumo familiare, che venivano lavorate esclusivamente con la zappa e la distanza tra i ceppi era soltanto di 120 cm.. La coltivazione della vite era abbinata a quella del ciliegio. Progressivamente con l’introduzione, prima degli animali e poi dei mezzi meccanici, la distanza tra i ceppi aumentò e le vigne si spostarono verso la pianura e i terreni calcarei e sabbiosi. Si ottenne, in questo modo, una maturazione più precoce delle uve e una maggior estensione delle vigne.

Per molto tempo Bonnanaro fu un paese famoso per la grande varietà dei vini e dei sapori diversi ottenuti anche con le stesse varietà di uve coltivate in terreni dalle caratteristiche diverse per acidità e permeabilità dei suoli. A margine del settore dell’enologia, in passato si parlava di Bonnanaro per la bellezza delle vasche in pietra calcarea (LACCOS) per il mosto. Pare che le rocce della zona di Cannisones e Corona Moltana fossero particolarmente adatte per quest’uso. Una curiosità di tipo religioso è il fatto che i contadini invocavano San Giovanni de la Niebla o “de sa neula” perché salvasse le vigne dalla nebbia tardiva di giugno che poteva rovinare il raccolto facendo ammalare i grappoli appena nati con sa “neula” il nome che veniva dato all’”oidio” un fungo dannoso.

Questa la pagina Facebook ufficiale dell’evento: Binos de Fozzas

Binos de Fozzas. Vino Arte e Cultura

Binos de Fozzas. Vino Arte e Cultura

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