I sapori della Sardegna

In previsione delle prossime vacanze che si prospettano andate nella vostra agenzia di riferimento e chiedete delle “offerte mare in Italia” ma non per una località qualsiasi, scegliete di fare le vostre vacanze in Sardegna. Ci sono moltissimi aspetti di questa antica isola che affascina tutti coloro che la visitano: sappiamo ormai tutti delle favolose spiagge che sono davvero così favolose, ma abbiamo anche i paesaggi che variano dal marino al montano con fiumi e laghi, con boschi da cui emergono antiche miniere, ruderi di paesini non più esistenti, grotte che nascono tesori naturali e scenari capaci di farvi sgranare gli occhi.

Questa è una delle tante peculiarità del paesaggio sardo e magari anche un motivo per fare le vostre  vacanze in Sardegna: si passa dal mare alla montagna con un solo sguardo. E poi abbiamo l’accoglienza dei sardi che rispecchia la solarità del luogo, la varietà dei luoghi interessanti: dai classici musei, ai siti archeologici che comprendono monumenti che rimangono dei misteri per l’uomo, come le tombe dei giganti, ai paesi stessi molti di questi infatti sono delle gallerie d’arte a cielo aperto, stiamo parlando dei murales.

Infine: la cucina sarda. Tutti, ma veramente tutti, durante le vacanze in Sardegna restano stregati dai sapori di questa meravigliosa terra e, tutti, vogliono capirne il segreto. Ma in realtà non ci sono segreti dietro la cucina sarda, solo anni di tradizione, semplicità ed un’altra serie di fattori che hanno contribuito a renderla così speciale.

Prendiamo ad esempio il pane carasau, che forse conoscete con il nome di Carta da musica: è una sottile sfoglia di acqua farina e sale, che viene stesa e poi infornata, nel forno si gonfia e diventa una palla trasparente, una volta estratta si sgonfia e velocemente si taglia a metà quindi diventa croccante. E’ nato dall’esigenza dei pastori di portarsi dietro, durante la transumanza, del pane che non si deteriorasse.

Ma veniamo ai piatti tipici con i prodotti tipici sardi delle varie zone dell’isola, in cui potreste imbattervi durante le vostre vacanze in Sardegna.

Nel cagliaritano si fa un largo uso di pesce e crostacei, un ottimo piatto è la fregola (simile al cous cous ma un po’ più grande e consistente condito con i frutti di mare); la burrida che si fa con il gattuccio marino, l’aceto e le noci; la Cassola o zuppa di pesce; l’aragosta è un altro piatto tipico cagliaritano e poi potete gustare ovviamente i ricci (da novembre ad aprile) che si mangiano vivi con il cucchiaino oppure se ne estrae la polpa e ci si condisce la pasta, molto famosi gli spaghetti con le vongole o con la bottarga. Assolutamente consigliata la murena fritta e la capra di mare (granchio molto grande). Da non perdere i malloreddus, gnocchetti sardi, conditi con sugo di salsiccia, una squisitezza.

Se invece la vostra destinazione è il Sulcis troverete del buon tonno rosso ad attendervi. I vegetariani non temano, è da provare il Cascà ovvero cuscus con verdure. Da provare anche gli spaghetti alla Carlofortina, le polpette di pesce, i granchi ed i murici o boccono (diffusi anche nel cagliaritano).

Verso la zona di Oristano e Cabras si pescano ottime anguille che si possono fare arrosto con le aromatiche foglie di limone, oppure in tegame con un po’ di aglio, olio, prezzemolo e pomodoro secco o ancora nella Padana ovvero dentro un tortino di pasta. Va molto qui la bottarga di cefalo, muggine, con cui si può condire la pasta o che si può consumare da sola. Da provare Sa Merca: tranci di cefalo salati, bolliti in una sacca di erbe palustri detta Zibba.

Nel Sassarese possiamo gustare la cordula o anche detta trattalia: frattaglie d’agnello ricoperte da intestini intrecciati, si cuoce sopra la brace infilandola in uno spiego oppure in tegame con i piselli. Molto diffusi i piedini d’agnello fritti, i moscardini al sugo ed i calamari arrosto, le bistecche di asino e dci cavallo.

La cottura della Tratalia

La cottura della Tratalia

Nei pressi di Alghero troviamo nuovamente l’aragosta cucinata alla catalana, la zuppa di scampi, i pesci con cipolle, il risotto alla pescatora, i calamari ripieni, i pesci all’agliata e la zuppa catalana.

Fra la Gallura e Nuoro imperversa soprattutto la carne: quindi i famosi maiali arrosto, i capretti e gli agnellini che cuociono sullo spiedo davanti al fuoco oppure sotto terra. Molto diffusa la pecora servita in zuppa, in tegame con le patate oppure arrosto in bistecche. Anche qui ritroviamo la trattalia arrosto, rigorosamente di agnello. Da non perdere i ravioli, culurgiones, conditi con sugo di cinghiale.

Importante: i piatti tipici citati si sono diffusi in tutta l’isola ma restano una peculiarità del luogo in cui sono nati.

Fra i dolci, che troviamo in tutta la Sardegna citiamo: i dolci di mandorle e di ricotta, pardulas, copuletas, amarettos, guefos, pabassinas, piricchittos, pistoccus, pan e saba e seadas ovvero dolci di pasta ripieni di formaggio serviti caldi con miele o con sale.

Porceddu allo spiedo

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Una risposta

  1. 13 aprile 2016

    […] il suggestivo anfiteatro del paese. Le principali e imperdibili specialità gastronomiche sono i culurgiones, i famosi ravioli con ripieni diversi dalla riconoscibile chiusura a forma di spiga, in sardo  sa […]

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