28° Festival Internazionale “Time in Jazz” – Dall’8 al 16 Agosto 2015 a Berchidda

La scorsa settimana è stato presentato alla stampa “Time in Jazz“, il Festival Internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu che quest’anno festeggia la ventottesima edizione. Si tratta senza dubbio di uno degli eventi di punta dell’estate musicale che si svolgerà dall’8 al 16 Agosto 2015 a Berchidda ed in altri centri del nord Sardegna. Tra i nomi di spicco dell’edizione 2015 di “Time in Jazz” troviamo quelli di Louis Moholo-Moholo, Manu Katché, Lars Danielsson, Stefano Bollani, Michel Godard, Nguyên Lê, Oren Marshall, Kenny Barron e Dave Holland. Come di consueto, terminata la parentesi di Berchidda, l’evento proseguirà il suo percorso a Sassari nei giorni di Lunedì 17 e Martedì 18 Agosto con Time in Sassari.

L’epicentro del Festival è a Berchidda (Olbia-Tempio), il paese natale del trombettista, dove pulsa il cuore organizzativo (l’associazione culturale Time in Jazz) e si concentra il grosso della manifestazione, in particolare i concerti serali che si svolgeranno nella grande arena allestita in Piazza del Popolo.

Ma come ogni anno Time in Jazz ha il piacere e l’onore di coinvolgere anche diversi altri centri del nord Sardegna, come  Bortigiadas, ​Budoni, Calangianus, Chiaramonti, Ittireddu, Loiri Porto San Paolo, ​Mores, Ozieri, Pattada, Posada, Sant’Antonio di Gallura, Telti, Tempio Pausania e Tula. In questo modo si va a comporre un circuito di concerti che nel mattino e nel pomeriggio faranno tappa, di volta in volta, in luoghi rappresentativi della storia, delle tradizioni o del paesaggio locali.

Si parte Sabato 8 Agosto 2015, con l’immancabile prologo del concerto a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio dalla penisola verso la terra dei Nuraghi (protagonisti Monica Demuru e Natalio Mangalavite), cui però si affianca quest’anno una trasvolata del Tirreno su un aereo di linea della Meridiana in compagnia della musica di Paolo Fresu: un’ouverture emblematica per un’edizione del festival che sceglie come titolo (e leitmotiv) “Ali”.

Paolo Fresu

Paolo Fresu

Con questo tema, “Ali“, prosegue dunque il percorso iniziato nel 2014 all’insegna dei “Piedi“, in una continuità che Fresu sintetizza nelle sue note di presentazione citando un famoso aforisma dell’artista messicana Frida Kahlo: “Pies, para que los quiero si tengo alas para volar” (tradotto “A cosa mi servono i piedi se ho ali per volare”). Perché, come ricorda il direttore artistico, “è con questa metafora che lo scorso anno ci siamo lasciati pronti a volare verso un nuovo festival che si annuncia luminoso come il sole e volatile come una meteora. Festival composto da una infinità di piccoli tasselli che creano una galassia multiforme e multicolore disegnata da artisti, progetti, linguaggi, genti, luoghi, dialoghi, riflessioni, scambi e voci plurali“.

A spiegare le ali nel cielo di Time in Jazz sarà un cast di musicisti come sempre folto e di caratura internazionale in cui spiccano in particolare i nomi di ​ ​ Louis Moholo-Moholo, ​ ​ Manu Katché, ​ ​ Lars Danielsson, Stefano Bollani, ​​ Michel Godard, ​ ​ Nguyên Lê, ​ ​ Oren Marshall, ​ ​ Kenny Barron, Dave Holland; e poi Dan Kinzelman, ​ ​ Enrico Merlin, Alexander Hawkins, ​ ​ Giovanni Guidi, ​ ​ Luca Aquino, Michele Rabbia, The Rad Trads, Dino Rubino, Vincent Peirani, ​ ​ Paolo Angeli, la ​ ​ Piccola Orchestra Gagarin.

Tra Time in Jazz e Time in Sassari saranno undici giorni di musica, con oltre quaranta concerti, cinque produzioni originali; e poi gli immancabili eventi espositivi del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, la rassegna di film e documentari selezionati dal regista Gianfranco Cabiddu, e le altrettanto consuete iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale targate Green Jazz; e, ancora, presentazioni di libri, conferenze, degustazioni, laboratori. Anche quest’anno è un programma fitto di appuntamenti quello messo in cantiere dall’associazione culturale Time in Jazz con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Banco di Sardegna, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri interessati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e tanti altri.

• Pronti al decollo Sabato 8 Agosto

La ventottesima volta di Time in Jazz decolla sabato 8 agosto sulle ali di un aereo di linea della compagnia Meridiana in volo dalla Penisola all’aeroporto di Olbia. A bordo, insieme ai passeggeri, ​ ​ Paolo Fresu con la sua tromba e il suo flicorno, per un concerto ad alta quota simbolicamente perfetto per inaugurare questa edizione del festival. Titolo: “Ali sarde”. Su una analoga rotta marina viaggia la nave della Sardinia Ferries da Livorno (partenza alle 15,30) al porto sardo di Golfo Aranci (arrivo alle 21) che anche quest’anno – ed è il decimo consecutivo – ospita a bordo l’esibizione di uno dei progetti in cartellone a Time in Jazz: protagonista, stavolta, il duo Madera Balza, già applaudito alla scorsa edizione del festival e composto dal pianista Natalio Mangalavite e dalla cantante e attrice Monica Demuru, impegnati a esplorare la dimensione liberatoria e onirica del volo con un nuovo progetto ad hoc, “Ali ai Piedi”.

• Domenica 9 Agosto

La prima giornata in terra sarda – domenica 9 agosto – si apre alle 11 nella Pineta di Sant’Anna vicino a Budoni, sulla costa orientale sarda, a una trentina di chilometri da Olbia: di scena uno dei gruppi selezionati dall’associazione ​ ​ MIdJ ​ (Musicisti Italiani di Jazz) nell’ambito di un progetto di promozione dei giovani jazzisti nella rete dei festival nazionali I-Jazz.

A ridosso del mare anche il concerto pomeridiano: alle 18, alla Torre di San Giovanni, nei pressi di Posada, Paolo Angeli con la sua chitarra sarda “preparata” propone il repertorio del suo nuovo album, “S’Û”, uscito a marzo.

Uno spostamento di una novantina di chilometri in serata porta il festival verso l’interno, a ​ ​ Tula : alle 21,30, nella Chiesa di Santa Maria di Coros, suona il ​ ​ Dan Kinzelman’s Ghost, una formazione che si sottrae ai generi. Il quartetto di fiati e percussioni intestato al sassofonista americano (ma da tempo residente in Italia), con Mirko Rubegni (tromba), Manuele Morbidini (sax alto) e Rossano Emili (sax baritono e clarinetto basso) mischia infatti con irriverenza musica da camera e contemporanea, free jazz, ritmi africani e minimalismo con elementi tratti dalle musiche etniche di ogni latitudine e dalla tradizione bandistica.

• Lunedì 10 Agosto

Due concerti solistici in calendario per lunedì 10 agosto. Il primo (ore 11), al Nuraghe Funtana di Ittireddu, vede in azione, per una produzione originale del festival, ​ ​ Enrico Merlin, un musicista che all’attività di chitarrista, compositore e manipolatore di suoni, affianca con successo quella di storico della musica del Novecento. Protagonista del secondo, alle 18 nella chiesa di San Giovanni a Pattada, è invece ​ ​ Dino Rubino, apprezzato non solo come pianista dallo spiccato senso melodico, ma anche come trombettista. Trentaquattro anni compiuti a ottobre, il polistrumentista siciliano conta quattro dischi a suo nome e collaborazioni con musicisti come Francesco Cafiso, Flavio Boltro, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Riccardo Fioravanti, Giovanni Mazzarino, oltre a guidare l’On Air Trio e il progetto “Kairos”.

Reduci dalla loro “concertazione navale”, Monica Demuru e Natalio Mangalavite sbarcano in serata a ​ ​ Mores, alle 21,30 al Convento dei Cappuccini, per chiudere con le loro “Ali ai piedi” la seconda giornata di Time in Jazz .

•Martedì 11 Agosto

La terza, martedì 11 agosto, si apre alle 11 alla stazione ferroviaria di ​ Sant’Antonio di Gallura ​con il duo formato dal sassofonista Dan Kinzelman e da un altro talento del pianoforte: ​ ​ Giovanni Guidi. Classe 1985, scoperto da Enrico Rava, il pianista umbro (di Foligno) è oggi impegnato in una bella serie di progetti, come il duo Soupstar con Gianluca Petrella, il quartetto diretto insieme al giovane sassofonista Mattia Cigalini e il trio con il trombettista Luca Aquino e il percussionista Michele Rabbia (di scena anche a Time in Jazz, giovedì 13),oltre che alla testa di propri gruppi e in formazioni guidate dallo stesso Rava.

Appena una ventina di chilometri separano Sant’Antonio di Gallura da ​ ​ Calangianus, meta da raggiungere per assistere alle 18, al concerto della Piccola ​ ​ Orchestra Gagarin formata dal violoncellista israeliano-russo Sasha Agranov, dal chitarrista sardo Paolo Angeli e dal batterista catalano Oriol Roca. Nei suggestivi spazi dell’ex-convento, il trio presenta in anteprima “Vostok”, un nuovo viaggio in forma di suite che ripercorre l’avventura della capsula che oltre mezzo secolo fa, il 12 aprile 1961, portò il primo essere umano in orbita intorno alla terra: Yuri Gagarin.

In serata Time in Jazz arriva “a casa”, a Berchidda, con un doppio appuntamento nel cortile del Laber, l’ex-caseifico tasformato in centro culturale che anche quest’anno ospita tanta parte del festival. Alle 21,30 riflettori puntati su Dino ​ ​ Rubino in duo con Paolo Fresu, suo mentore e produttore discografico con l’etichetta Tuk Music. Poi, alle 23 circa, sul palco sale la Puglia Jazz Factory un collettivo che riunisce alcuni dei più rappresentativi jazzisti pugliesi: i sassofonisti Gaetano Partipilo e Raffaele Casarano, il pianista Mirko Signorile, il contrabbassista Marco Bardoscia e il batterista Fabio Accardi. Nato quattro anni fa come progetto speciale per una data unica del Roma Jazz Festival nel marzo 2012 ha registrato l’album “From the heel”, interamente basato su brani originali.

•Mercoledì 12 Agosto

Parte da Tempio Pausania la giornata del 12 con il solo di Oren Marshall nella chiesa di San Pietro (ore 11). Sperimentatore della tuba e della tuba elettrica, il musicista inglese si muove abilmente fra jazz, world music, musica classica e improvvisata, come suggerisce l’elenco delle sue collaborazioni ed esperienze con nomi come Derek Bailey, Charlie Haden, Sir Peter Maxwell Davies, Moondog, Radiohead, Hermeto Pascoal, The Pan-African Orchestra, la London Philharmonic, John Taylor e Bobby McFerrin. Un eclettismo che trova un’originale incarnazione nella sua Charming Transport Band, progetto che riunisce musicisti del Ghana e della Nigeria insieme con improvvisatori e jazzisti inglesi.

Altra esibizione solistica quella in programma alle 18 nella chiesa di San Nicola a ​ Bortigiadas, dove il pubblico di Time in Jazz ritrova il pianista ​ ​ Giovanni Guidi ​ .​

Poi, alle 21,30, apre finalmente i cancelli l’arena del festival allestita nella Piazza del Popolo a Berchidda. La serie dei concerti che per quattro sere terranno banco sul “palco centrale” di Time in Jazz si inaugura con due autentici protagonisti del jazz moderno: il pianista Kenny Barron (classe 1943) e il contrabbassista Dave Holland (1946; nuovamente a Berchidda a distanza di un anno dalla suo memorabile esibizione in trio con Kevin Eubanks e Eric Harland). Due artisti in stato in grazia, il cui interplay mostra in ogni nota un profondo rispetto reciproco, per un concerto che si annuncia intimo ed emozionante, ricco di lirismo ma allo stesso tempo stimolante.

Decisamente altre sonorità e atmosfere nella seconda parte della serata (intorno alle 23) con Nguyên Lê e il suo progetto “The Dark Side Nine”: si tratta della versione live (e in formazione più ristretta) dell’album “Celebrating the Dark Side of the Moon” con cui lo scorso ottobre il chitarrista francese (di origini vietnamite) ha reso omaggio allo storico disco dei Pink Floyd: un ambizioso remake che nel cd combina la NDR Radio BigBand di Amburgo, l’orchestrazione di Michael Gibbs e le inconfondibili sonorità di Nguyên Lê, qui in concerto affiancato invece da un organico più leggero e flessibile della big band: Himiko Paganotti (voce), Sylvain Gontard (tromba e flicorno), Stéphane Guillaume: (flauto e sassofoni), Céline Bonacina (sassofoni), Daniel Zimmerman (trombone), Illya Amar (vibrafono e elettronica), Romain Labaye (basso) e Nicolas Viccaro (batteria).

Al termine, dopoconcerto al Centro Laber con il gruppo formato dai vincitori delle borse di studio del Seminario Jazz di Nuoro dello scorso anno: un appuntamento di Time in Jazz che si rinnova a ogni edizione, rinsaldando il legame che unisce il festival di Berchidda con l’iniziativa didattica nuorese. Protagonisti nelle successive nottate saranno invece i tre gruppi (uno per serata) che verranno selezionati attraverso il concorso Time Out​, quest’anno alla sua quinta edizione.

•Giovedì 13 Agosto

Altro impegno per Nguyên Lê, stavolta in duo con Paolo Fresu, la mattina dopo – giovedì 13 – a Telti: nella chiesa di San Bachisio (ore 11) il chitarrista francese e il trombettista sardo rispolverano la lunga e feconda intesa artistica che ha lasciato pagine importanti nei loro percorsi artistici.

Il Castello dei Doria a ​ Chiaramonti farà da cornice al concerto pomeridiano (inizio ore 18) del trio che vede insieme Giovanni Guidi, Luca Aquino ​ e​ Michele Rabbia. Un triangolo perfetto quello formato dal pianista folignate, il trombettista campano e il percussionista piemontese: legati da una forte attrazione per la componente melodica, dalla curiosità che li porta su percorsi spesso inusuali e dalla naturalezza del loro interplay, i tre affrontano un repertorio dove la tradizione melodica italiana si fonde con lo spirito del blues e le suggestioni e il lirismo dei silenzi del Nord.

Louis Moholo-Moholo e ​ ​ Manu Katché: due grandi batteristi caratterizzano con le rispettive formazioni la serata sul palco di Piazza del Popolo. Tra i protagonisti di quella generazione di musicisti sudafricani che negli anni Sessanta immisero la loro linfa nella scena jazzistica inglese, il primo si presenta con il progetto Special Unit for the Blue Notes: un omaggio al leggendario gruppo capitanato dal compianto trombettista Mongezi Feza, i Blue Notes, appunto, e a quella stagione creativa di cui, a cinquant’anni di distanza, ​ ​ ​ Louis Moholo-Moholo è l’unico sopravvissuto. Con lui a Berchidda un organico composto da musicisti britannici in qualche modo figli di quell’esperienza: Shabaka Hutchings e Ntshuks Bonga ai sassofoni, Henry Lowther alla tromba, Alan Tomlinson al trombone, Alexander Hawkins al pianoforte e John Edwards al contrabbasso.

Le radici africane hanno il loro peso anche nel caso del protagonista del secondo set: classe 1958, francese di nascita ma con origini in Costa d’Avorio, Emmanuel “Manu” Katché, ha detto spesso, infatti, che il suo stile è un amalgama di concetti ritmici africani e percussioni classiche, illuminati dall’interazione istantanea del jazz. Catapultato all’attenzione mondiale grazie alla sua partecipazione all’album “So” di Peter Gabriel e al successivo Amnesty International World tour con lo stesso ex Genesis, Sting e Tracey Chapman, il batterista ha iniziato a registrare e girare con artisti come Joni Mitchell, Robbie Robertson, Dire Straits, Simple Minds, Youssou N’Dour, Joan Armatrading, Joe Satriani, Jan Garbarek. Manu Katché, che sta lavorando a un nuovo album in uscita prevista per il prossimo autunno, sarà a Berchidda in quartetto con il sassofonista Tore Brunborg, Luca Aquino alla tromba e Jim Watson al pianoforte e all’Hammond B3.

•Venerdì 14 Agosto

La mattina di venerdì 14 agosto si apre (alle 11) all’insegna della musica barocca, nell’ottocentesca Cattedrale dell’Immacolata di Ozieri, con il virtuoso della tuba ​ ​ Michel Godard, alla guida del progetto Monteverdi “A Trace of grace” dedicato a una rilettura in chiave jazz delle musiche del grande compositore italiano; ad affiancarlo in quartetto Gavino Murgia al sax, Luciano Biondini alla fisarmonica e il mezzosoprano Guillemette Laurens.

Nel pomeriggio, alle 18, il festival si sposta verso il mare per fare tappa a Loiri Porto San Paolo, dove, presso la Tanca di Lu Bagnu, è atteso Louis Moholo-Moholo, questa volta in un duo che promette faville con il giovane pianista inglese Alexander Hawkins, considerato uno dei maggiori esponenti della nuova scena jazzistica europea: nel loro incontro, suggellato dall’album “Keep Your Heart Straight” (del 2012) si percepisce un appassionante mix di free jazz, melodie sudafricane, e l’influsso di pietre miliari del jazz come Duke Ellington.

In serata, alle 21,30, l’appuntamento è in Piazza del Popolo per l’atteso ritorno a Berchidda di Stefano Bollani insieme a Jesper Bodilsen (contrabbasso) e Morten Lund (batteria) a comporre i ranghi del Danish Trio, un progetto caratterizzato dall’improvvisazione jazzistica all’insegna del puro divertimento musicale. Classe 1972, pianista, compositore (ma anche conduttore radiofonico e televisivo di successo), Stefano Bollani è senza dubbio tra i più conosciuti e apprezzati artisti espressi dal jazz italiano. Pluripremiato per i suoi dischi, ha chiuso il 2014 con il disco d’oro per il suo disco/progetto “Carioca” (uscito nel 2008) e ha aperto il 2015 vincendo il referendum della rivista Musica Jazz come miglior disco dell’anno con “Joy in Spite of Everything”, registrato appunto con i due colleghi del Danish Trio, e impreziosito dagli special guest Mark Turner e Bill Frisell.

Secondo set, alle 23, con il quintetto Living Being guidato da Vincent Peirani: classe 1980, il fisarmonicista francese ha iniziato a suonare all’età di undici anni, partendo da una formazione classica, per poi approdare al jazz, dove il suo talento l’ha portato presto a lavorare con musicisti del calibro di Michel Portal, Daniel Humair, il quintetto di Renaud Garcia Fons, Sylvain Luc, Louis Sclavis e Vincent Courtois. Sul palco di Berchidda sarà affiancato da Emile Parisien ai sassofoni, Tony Paeleman al fender rhodes e elettronica, Julien Herné al basso e Yoann Serra alla batteria.

A concludere la giornata, saranno le note della storica Banda Musicale “Bernardo De Muro” di Berchidda diretta da Luciano Demuru, che si esibirà alle 24 al Parco della Musica, poco distante dal palco centrale.

•Sabato 15 Agosto

Il giorno di Ferragosto inizia come da tradizione nelle campagne intorno a Berchidda: il primo appuntamento è alle 11 alla chiesetta di San Michele, dove, dopo una breve conferenza sui temi del festival, il pubblico potrà ancora apprezzare Stefano Bollani, stavolta in un trascinante piano solo. Al termine del concerto, il festival continua nella vicina chiesetta di Santa Caterina dove, come ogni Ferragosto, sarà possibile degustare alcuni piatti della cucina locale nel tradizionale pranzo berchiddese.

Il pomeriggio continuerà a Santa Caterina con una delle forme più note della tradizione musicale sarda, il canto a chitarra, in un appuntamento a cura dell’etnomusicologo Fabio Calzia.

La sera di Ferragosto, in Piazza del Popolo, è come sempre divisa in due parti. La prima, alle 21,30 (con ingresso a pagamento), porta sul palco “Liberetto II”, il nuovo progetto del contrabbassista e violoncellista svedese Lars Daniels ​ s​ on, in scena con il batterista Magnus Öström (ex Esbjorn Svensson Trio), il chitarrista inglese John Parricelli e il pianista Gregory Privat. Riconosciuto e ammirato in tutta la scena jazz internazionale per il suo suono unico, lirico e potente allo stesso tempo, Danielsson è un musicista eclettico, che spazia dalla classica al jazz con estrema naturalezza: “Liberetto II” è il progetto con cui prosegue il percorso intrapreso dall’acclamatissimo album del 2012, “Liberetto”, per esplorare nuove dimensioni musicali ai confini tra musica da camera, jazz, e musica popolare europea.

Altre atmosfere caratterizzeranno la seconda parte della serata in piazza del Popolo quando, sgomberata la platea da tutte le sedie e aperti i cancelli con ingresso gratuito, entrerà in scena la trascinante energia di The Rad Trads, coinvolgente brass band di New York City, con le sue sonorità che fondono il jazz di New Orleans col Rythm & Blues e il Rock & Roll. Quattro potenti fiati, una sezione ritmica trainante e tre accattivanti vocalist, cattureranno il pubblico per portarlo nel cuore della festa finale. La band si esibisce regolarmente a NYC, in alcuni dei più celebri locali, e in festival a livello internaz. I membri dei Rad Trads si esibiscono inoltre con altri gruppi di tutto riguardo e si sono esibiti o hanno registrato con artisti del calibro di Deer Tick, Jonathan Batiste & Stay Human, Antibalas, St. Paul & The Broken Bones, Ikebe Shakedown, Lenny Pickett e Joe Lovano, tra gli altri.

•Domenica 16 Agosto

Giornata quasi di riposo, Domenica 16, le attività si concentrano tutte nel pomeriggio al Museo del Vino. Alle 18, il giornalista e storico musicale americano Ashley Kahn, vincitore quest’anno di un Grammy Award, ritorna a Berchidda per presentare stavolta il suo ultimo libro “Suono universale. La mia vita” (pubblicato in Italia lo scorso dicembre da Mondadori), autobiografia di Carlos Santana di cui è co-autore insieme a Hal Miller.

Poi alle 19, l’immancabile presentazione delle bottiglie di vino da collezione che ogni anno ha come etichetta l’immagine del festival. Il prologo ideale al concerto aperitivo che come sempre suggella gli appuntamenti del festival a Berchidda, prima di passare il testimone alla rassegna Time in Sassari.

•Altri eventi

Ma, come sempre, Time in Jazz non è solo musica. Sono parte integrante del festival le attività del P.A.V., Il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu. Il programma è ancora in via di definizione, ma anche per questa edizione si prevedono mostre ed eventi espositivi negli spazi del Centro Laber, l’ex caseificio di Berchidda trasformato in centro culturale. Tra le collaborazioni di questa edizione il Museo MAN di Nuoro e il Wilson Project Space di Sassari.

Ritornano anche le presentazioni di “Wine Book”, spazio dedicato alle novità editoriali con aperitivo, ospitate da alcuni bar di Berchidda, e la rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu e focalizzata sul tema del festival: tra i titoli previsti, “Il volo”, di Wim Wenders, “E Johnny mi insegnò a volare”, di Massimiliano Sbrolla, che racconta l’impresa sportiva di Achille Cesarano con il suo lungo viaggio in deltaplano a motore da Ancona a Dakar, “Orfeo ed Euridice – La fura dels Baus”, making off del celebre spettacolo della compagnia catalana, e due documentari dedicati a quella che è stata una leggenda del volo sportivo, Angelo d’Arrigo: “Nati per volare”, di Mario Visalberghi, e “Un Angelo tra le nuvole”, di Emanuele Angiuli.

•Green Jazz

La sostenibilità ambientale e la riduzione dell’impatto del festival sul territorio sono diventati di centrale importanza per Time in Jazz, che negli anni ha consolidato il suo impegno a favore dell’ambiente attraverso Green Jazz, un progetto di sensibilizzazione che attraverso diverse iniziative dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2.

L’anima eco-friendly di Time in Jazz si è sviluppata negli anni attraverso i concerti in scenari unici e suggestivi (dai boschi del Limbara e alle chiesette campestri), che hanno ispirato una maggiore consapevolezza sui temi dell’ambiente portando, anche grazie al supporto di partner e sponsor locali, a una maggiore attenzione per la tutela di un patrimonio naturale e culturale di inestimabile valore.

Tra le attività promosse da Green Jazz, spiccano quelle per la riduzione dell’uso delle auto durante i giorni del festival, come il car-pooling, o le iniziative per la riduzione dei rifiuti, come la raccolta differenziata in apposite isole ecologiche, o Acqua dalla rete, che mira a ridurre lo spreco d’acqua e la produzione di rifiuti di plastica, mettendo a gratuitamente a disposizione fontanelle alimentate dalla rete idrica comunale. Anche la promozione e valorizzazione dei prodotti della tradizione enogastronomica locale a “chilometro zero” fanno parte delle azioni di Green Jazz: nell’ambito del progetto “Sentieri di…”, quest’anno dedicato al miele e ai dolci della tradizione isolana, saranno realizzate una serie di iniziative, degustazioni, laboratori, azioni informative, culturali ed educative per il pubblico di Time in Jazz, che entrerà in contatto con alcune produzioni caratteristiche del territorio che ospita il festival.

Per maggiori informazioni: Time in Jazz

28° Festival Internazionale "Time in Jazz"  - Dall'8 al 16 Agosto 2015 a Berchidda

28° Festival Internazionale “Time in Jazz” – Dall’8 al 16 Agosto 2015 a Berchidda

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