Autunno in Barbagia ad Orune – Dal 16 al 18 dicembre 2016

Questo weekend ad Orune si conclude l’edizione 2016 di Autunno in Barbagia, che nel corso di questi mesi ha accompagnato i visitatori in uno stupendo viaggio enogastronomico ed artistico della Barbagia. Dal 16 al 18 dicembre 2016 gli abitanti di Orune apriranno i cortili delle proprie case per ospitare i visitatori in questocaratteristico  paese montano, ospitato in un paesaggio in cui gli imponenti massi granitici che si incontrano con dolci colline di scisto. La manifestazione itinerante Autunno in Barbagia è una vera e propria una vetrina promozionale dell’interno della Sardegna, attenta custode di saperi e sapori di indiscusso valore, volta a promuovere le eccellenze produttive e le tradizioni materiali e immateriali dei popoli che vi abitano. Per l’occasione la manifestazione prenderà il nome di “Isettanne Pasca de Nadale“.

Il piccolo paese di Orune sorge in un’area in cui imponenti massi granitici si incontrano con dolci colline di scisto. Dalla sua altezza di 750 metri sul livello del mare si gode il bellissimo panorama sulla vallata del rio Marreri incastonata tra gli altipiani del Gennargentu e del Montalbo. Tra i rilievi erosi dal vento e dall’acqua si possono incontrare spettacolari formazioni rocciose come quella che domina il villaggio nuragico di Nunnale: si tratta di un grande pinnacolo formato da grossi massi di granito in equilibrio uno sopra l’altro. La regione montuosa degrada verso est nelle profonde vallate scavate dai corsi d’acqua lungo i quali prosperano i boschi di tamerici, salici, filliree e agnocasti. Tutta l’area è ricca di acque già sfruttate dagli antichi nuragici come testimoniato dai numerosi pozzi e fonti sacre costruiti sulle alture che circondano il paese. Le sughere rappresentano un’importante risorsa paesaggistica e economica per il paese: i maestosi alberi secolari sono meta di appassionati e oggetto di studio all’università, inoltre l’attività di estrazione del sughero sta alla base della produzione di tappi, pannelli isolanti e oggetti di artigianato. I boschi di lecci e di sughere sono l’habitat ideale per la crescita dei funghi. Gli esperti micologi possono ritrovare centinaia di specie mediterranee tra cui i ricercati porcini neri e l’apprezzato tartufo estivo.

Grazie alla straordinaria concentrazione di siti archeologici, il territorio di Orune è riconosciuto come uno dei più affascinanti di tutta la Sardegna dal punto di vista storico. Le domus de janas, in località Marreri, i dolmen di Istithi e i numerosi menhir, chiamati in sardo “perdas fittas”, testimoniano la presenza di antichi insediamenti fin dal Neolitico. All’età del Bronzo risalgono i numerosi nuraghi, alcuni dei quali conservano i resti dei villaggi circostanti e delle tombe dei giganti. L’area si caratterizza per la presenza di fonti e pozzi sacri dedicati al culto delle acque: Su Lidone, Su Pradu, Lorana, e lo straordinario monumento di Su Tempiesu, tappa obbligata per gli appassionati di archeologia. Quest’ultimo rappresenta l’unico esemplare di fonte sacra, finora conosciuto, che conservi la copertura originale risalente al Bronzo Recente. In località Sant’Efis è stato riportato alla luce un importante insediamento romano, in parte sovrapposto a quello nuragico, frequentato tra il III e il V secolo d.C. mentre risalirebbero al Seicento i resti della chiesa di Sant’Efisio, scoperta durante gli scavi del sito.

Durante il Medioevo la “Villa di Oruni” faceva parte del Giudicato di Gallura. A seguito della conquista aragonese, insieme ai centri vicini, si mostrò ostile al nuovo sovrano che lo concesse in feudo a Giovanni d’Arborea, fratello traditore del Giudice Mariano IV, schieratosi con gli invasori. Durante la guerra tra i catalano-aragonesi e il regno d’Arborea il villaggio entrò a far parte dei territori guidati dal sovrano sardo. Con il passaggio dell’Isola ai Savoia, nel 1720, fu mantenuto l’istituto del feudalesimo fino alla prima metà dell’Ottocento. Nella seconda metà dell’Ottocento ad Orune fu istituita una scuola maschile e pochi anni dopo il centro si distinse per la nascita della prima scuola femminile sarda.

Orune vanta un ricchissimo patrimonio culturale: il visitatore potrà scoprire straordinari siti archeologici che raccontano la vita delle popolazioni locali a partire dal Neolitico ma anche i bellissimi manufatti artigianali, testimoni di antichi saperi che si tramandano da secoli. Orune fa parte anche del parco letterario intitolato a Grazia Deledda: qui si possono riconoscere i luoghi citati dalla scrittrice in Colombi e Sparvieri, uno dei suoi famosi romanzi. Nell’opera il paese è chiamato Oronou «con le sue casette rossastre fabbricate sul cocuzzolo grigio di una vetta di granito, con le sue straducole ripide e rocciose». Tra gli edifici descritti vi è la parrocchiale di Santa Maria della Neve: costruita nell’Ottocento conserva interessanti tempere murali nella navata e nella volta realizzate da Antonio Caboni. Le altre chiese aperte al culto sono Santa Catirina, posizionata in uno dei quartieri più antichi del paese, e la chiesa campestre Su Cussolu (dedicata alla Madonna Consolata) in cui ad agosto si svolge una festa molto partecipata e ricca di tradizioni. Nel centro storico è custodita Casa Murgia, un tipico esempio di palazzo signorile del Novecento. Dal cortile interno si accede al locale in cui è ancora presente l’antica centrale elettrica che forniva energia a tutto il paese.

Per maggiori informazioni sul paese di Orune visitate il sito ufficiale dedicato al paese barbaricino sul sito ufficiale della manifestazione: Orune – Cuore della Sardegna

Autunno in Barbagia a Orune - Dal 16 al 18 dicembre 2016

Autunno in Barbagia a Orune – Dal 16 al 18 dicembre 2016

Ecco qua di seguito il programma completo della manifestazione:

VENERDÌ 16 DICEMBRE 2016

ORE 15:30 Inaugurazione della manifestazione e presentazione del programma.
– Sala Consiliare, piazza Remigio Gattu
ORE 16 Incontro su Margherita Sanna sa sindachessa, il riconoscimento nella Camera delle donne. A cura dell’Azione Cattolica e dell’Amministrazione Comunale.
– Sala Consiliare, piazza Remigio Gattu
ORE 19:30 Cortes apertas e i bambini, laboratorio teatrale. Gli alunni della 1° media presentano Canto di Natale di Dickens, a cura di Bruno Venturi.
– Aula magna ex scuola media, via Dante

SABATO 17 DICEMBRE 2016

ORE 10 Apertura delle mostre, delle esposizioni artigianali e dell’itinerario eno-gastronomico.
ORE 12 Su cubile. Scene di vita pastorale: mungitura, lavorazione del latte, produzione di formaggio a cura del comitato Beata Vergine del Carmelo.
– Piazza Latino Lanfranco, su marcadu
ORE 15 L’Amministrazione comunale presenta Gli Occhi di Nino sul mondo. Mostra fotografica di Nino Sanna, vincitore del premio The fifth Annual Exposure Photografy Award 2015. La foto vincitrice è stata esposta al Louvre nel luglio 2015. Sarà presente l’autore.
– Casa Murgia, piazza Remigio Gattu
ORE 17 Concerto del coro Incantos de Orune, presentazione del programma e delle attività.
– Piazza Satta, ex biblioteca comunale

DOMENICA 18 DICEMBRE 2016

ORE 10 Apertura delle mostre, delle esposizioni artigianali e dell’itinerario eno-gastronomico. A seguire Issetanne Pasca de Nadale in compagnia del gruppo di zampognari e launeddas lungo le vie principali del paese.
ORE 10 S’irmuzu musicale, degustazione dei prodotti locali a cura dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con Pro Loco Oronou.
– Piazza Sos Umulos
ORE 13 Su cubile. Scene di vita pastorale: mungitura, lavorazione del latte, produzione di formaggio a cura del comitato Beata Vergine del Carmelo.
– Piazza Latino Lanfranc, su marcadu
ORE 14:30 Sfilata in abito tradizionale delle Cento Donne Orunesi a cura della Pro Loco Oronou
– Lungo corso Repubblica
ORE 15 I visitatori verranno guidati dai tenores verso le consolidate tappe di serenadas de amore, di teatro, con la partecipazione di Teresa Davoli e Arcangelo Cossu.
– Lungo corso Repubblica
ORE 15 Inizio manifestazione casa Murgia con: La donna che uscì di casa… A seguire gran finale di canti e balli.
– Piazza San Bernardo, presso i locali della Beata Vergine del Carmelo

DA VISITARE

• Mostra sui Pani tradizionali orunesi a cura di Giuliana Pittalis – corso Repubblica Gurgu
• Dimostrazione de sa cotta de su pane a cura del Panificio Grazia Monni – corso Repubblica
• Personale di pittura di Antonia Monni – corso Repubblica, 130.
• Video feste locali e mostra fotografica con poesie di vari artisti orunesi in collaborazione con Giovanni Mundanu – corso Repubblica, bar Gattu
• Personale di pittura di Maria Bonaria Pala – corso Repubblica
• Sa cotta de sos biscottos, presso panificio Bella – corso Repubblica, 64
• Dimostrazione lavorazione, seadas, gulujones, macarrones de unu poddiche, macarrones lados e de ordascia, a cura del pastificio artigianale di Elena Berria – piazza Latino Lanfranco
• Dimostrazione lavorazione pellame a cura di Nino Bardeglinu – corso Repubblica
• Esposizione e dimostrazione del ricamo Orunese a cura di Maria Lucia Monni – corso Repubblica
• Sa corte de tzia Caderina. Sabato 17 ore 10: dimostrazione de sa cotta de su pane. Sabato 17 e domenica 18 ore 14: dimostrazione de su burte cannone. Domenica 18 ore 10: dimostrazione de su chiarju. – Via Manzoni, 10, a cura di Montesu Giovanna
• Degustazione dei prodotti locali a cura dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con Pro Loco Oronou – piazza Sos Umulos, S’irmuzu musicale
• Condemi De Felice Nietta: creazioni artistiche e tessili; ceramiche di Simona Ciusa – corso Repubblica
• Lavorazione e mostra opere lignee di ginepro sardo, a cura di Porcu Gian Pio – via Meloni
• Istrumpeddos, dimostrazione lavorazione del sughero a cura di Antonio Giovanni Barracca – casa Murgia
• Progetto Fainas: fare in agricoltura sociale, lavorazione del giunco per la produzione dei cestini e lavorazione della tifa per la produzione delle antiche stuoie – casa Murgia, a cura della Rete Fainas
• Esposizione e vendita erbe tintorie e lana colorata con essenze naturali, laboratorio di tintura, ecoprinting e shirobi. A cura del C.E.A.S. Su gardu pintu di Orune – casa Murgia
• Esposizione e lavorazione del tappeto orunese sa Burra. A cura di Dina e Sabina Monni – via Duca D’Aosta
• Chiesa Santa Maria Maggiore, affreschi del XIX secolo del pittore Caboni
• Area archeologica Su Tempiesu, coop.L.A.R.C.O, visite guidate al sito
• Area archeologica Sant’Efis
• Sa Untana Manna, fonte monumentale inserita nell’itinerario Deleddiano

PRESEPI NEI RIONI STORICI

• Su Billoreddu de creja – chiesa Santa Maria Maggiore
• Su Billoreddu de Padules – via Deffenu, angolo via Asproni
• Su Billoreddu de s’abbadorju de Curren Palu – corso Repubblica
• Su Billoreddu de casa Murgia – via Meloni
• Su Billoreddu de Cadone – via Ennio Delogu
• Su Billoreddu de Santu Bernardu – piazza San Bernardo

Dove si trova Orune:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *