Geografia

La Sardegna è per estensione la seconda isola del Mediterraneo con i suoi 24.089 Kmq ed uno sviluppo costiero di 1.897 km.

Marcello Serra, scrittore, commediografo e saggista Cagliaritano la definì “Quasi un continente”, e mai definizione fu più azzeccata, sia dal punto di vista della varietà dei paesaggi naturali, i quali cambiano spesso anche repentinamente da zona a zona, che da quello antropologico e culturale.

L’isola ha una forma pressoché quadrangolare. Gli antichi Greci la chiamavano “Ichnusa” per via della sua supposta forma di impronta umana.

Le sue coste, ormai celebri in tutto il mondo per la loro bellezza, sono per lo più alte e frastagliate, intervallate qua e la da piccole cale, ma che in alcuni punti si aprono in vasti golfi dove lingue di sabbia o sistemi dunali si frappongono tra il mare e gli stagni, i quali formano talvolta delle vaste zone umide, come quelle di Santa Gilla – Molentargius e del Sinis.

L’isola ha un’orografia per lo più collinare e montagnosa. E’ tagliata in due dalla vasta pianura del Campidano che si estende diagonalmente dal Golfo di Oristano al Golfo degli Angeli, separando il massiccio del Sulcis e Monte Linas a sudovest e il resto dell’isola a nord est.

Il massiccio del Gennargentu costituisce la parte più alta dell’isola con la vetta di Punta Lamarmora alta 1.834 m. A nord inoltre si eleva anche il massiccio del Limbara. Tra questi due massicci si estende il vasto sistema carsico del Supramonte, mentre la catena del Marghine – Goceano separa gli altipiani vulcanici del Meilogu dai Campidani settentrionali.

Vi sono alcuni fiumi di ragguardevole linghezza, se rapportati alle dimensioni dell’isola: il più lungo è il Tirso che nasce dall’altipiano di Buddusò e sfocia nel Golfo di Oristano, poi abbiamo il Flumendosa, che è quello con la portata d’acqua maggiore, che nasce dai pendii meridionali del Gennargentu e sfocia nel Mar Tirreno presso le cittadine di Villaputzu e Muravera, quindi c’è il Coghinas, Il Mannu e il Cixerri. Questi fiumi sono tutti stati sbarrati da grandi dighe che formano grandi laghi artificiali, il più grande dei quali è il lago Omodeo che nasce dallo sbarramento del Tirso. L’unico fiume navigabile, anche se per un breve tratto è il Temo che bgna la cittadina di Bosa.

L’isola ha una popolazione di 1.668.128 abitanti, quindi è scarsamente popolata. La popolazione si concentra per lo più nelle due città principali di Cagliari e Sassari, e nella pianura del Campidano. Le parti interne e montuose sono scarsamente antropizzate, e si assiste sempre più al preoccupante fenomeno dello spopolamento delle zone interne a favore dei centri costieri o addirittura dell’emigrazione.

Attualmente la Sardegna è divisa amministrativamente in otto provincie (Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia/Tempio, Carbonia/Iglesias, Villacidro/Sanluri e Ogliastra), ma storicamente le regioni storiche sono quelle della suddivisione territoriale dei regni medioevali, che prosegue con qualche accorpamento nell’età feudale Catalana e Spagnola, una suddivisione che è assolutamente tangibile, in quanto i caratteri naturali, antropici e culturali, quali il dialetto, l’architettura e gli abiti tradizionali, sono all’interno di tali regioni molto omogenei e marcati, e si differenziano invece dalle altre. La suddivisione in province appare quindi una ripartizione del tutto astratta e burocratica.

I diversi caratteri, sia naturali che umani della Sardegna formano un mosaico multicolore, che visto da lontano appare come piuttosto uniforme, ma che a uno sguardo approfondito appare invece ricchissimo di particolari inaspettati e preziosi, la vera ricchezza di questa isola unica.

Le Regioni della Sardegna

1 CAGLIARI E IL SUO GOLFO
2 SULCIS E CIXERRI
3 MEDIO CAMPIDANO E BONORZULI
4 SARRABUS E GERREI
5 OGLIASTRA
6 BARBAGIE MERIDIONALI E MANDROLISAI
7 TREXENTA, MARMILLA E SARCIDANO
8 ARBOREA
9 GUILCER E BARIGADU
10 PLANARGIA E MONTIFERRU
11 MARGHINE E GOCEANO
12 NUORESE, BARONIE E BARBAGIE SETTENTRIONALI
13 LOGUDORO, MEILOGU E MONTEACUTO
14 NURRA E ANGLONA
15 GALLURA