Cagliari e il suo Golfo

Il golfo degli Angeli, così chiamato per via della leggenda che vuole che si svolgesse proprio qui la battaglia tra gli Angeli dell’Arcangelo Gabriele e gli angeli ribelli comandati da Lucifero, il quale, disarcionato dal suo avversario, fa cadere la sua sella proprio sul promontorio al centro del golfo, e che, ora pietrificata, testimonia ancora la vittoria del bene sul male.

Posto in posizione chiave al centro delle rotte del Mediterraneo occidentale, il golfo di Cagliari è da sempre stato al centro degli interessi mercantili e geo-politici delle  varie potenze che si sono susseguite nella storia. La centralità della sua posizione, la presenza di una vasta pianura coltivabile alle spalle, la presenza di lagune pescose e riparate che permettevano il ricovero delle imbarcazioni in qualunque situazione meteorologica, e non ultimo, e la vicinanza delle ricche miniere del Sulcis e del Cixerri, hanno fatto si che già intorno al 1.000 AC i Fenici impiantassero qui alcuni dei loro insediamenti più importanti, quali Karel, Nora e Bithia.

Cagliari

Il centro del golfo è occupato dalla città di Cagliari, la cui rocca di Castello, con le sue torri e con i suoi bastioni domina i quartieri bassi e le vaste periferie che sorgono in riva al grande sistema di stagni e lagune di Santa Gilla – Molentargius, popolato dagli aggraziati fenicotteri rosa.

Alle spalle della città si estende il grande hinterland costituito da quelli che in passato erano estesissimi villaggi contadini fatti di case a corte costruite in terra cruda, ma che oggi, dopo l’inurbamento tumultuoso e selvaggio del secondo dopoguerra, sono diventate città piuttosto disordinate, ma che comunque conservano ancora le manifestazioni più significative della cultura campidanese.

Il versante orientale del golfo si snoda lungo una costa piuttosto frastagliata fino arrivare al Capo Carbonara con le sue splendide spiagge costellate dai resorts turistici della vicina Villasimius.

Il versante occidentale invece è caratterizzato per un primo tratto dalla presenza degli insediamenti dell’industria petrolchimica, ma dopo Sarroch si apre la piana di Pula, ricca di orti e serre nelle quali si coltivano gustosi pomodori. Sulla costa si protende verso sud est la penisola di Capo Pula sulla quale le vestigia della antica città di Nora mostrano ancora il fascino della più antica città semitica sarda. Dopo Nora la costa si allunga nell’interminabile arenile di Santa Margherita con i sui resorts turistici, terminando con le splendide spiagge di Chia, con le sue alte dune e le lagune salmastre.

Alle spalle della città di Cagliari, si apre l’immensa pianura del Campidano, mentre sui due versanti laterali del golfo, si innalzano rispettivamente il massiccio montuoso dei Sette Fratelli a est, e quello del Monte Arcosu e del Sulcis a ovest, ricoperti da fitte foreste mediterranee, e popolati da cinghiali, daini e cervi sardi.

La fiorente economia agricola del Campidano di Càlari produceva frutti che venivano venduti direttamente nei mercati della principale città sarda, facendo di questa area una delle più ricche dell’isola, ricchezza che è oggi visibile nelle grandi case a corte dai portali variopinti e dagli abiti tradizionali, tutti broccato e gioielli che vengono ancora indossati in occasione di feste e sagre, la cui più celebre è quella di Sant’Efisio che si svolge a Cagliari il 1° maggio.

Da sempre le potenze che hanno ambito al controllo del Mediterraneo si sono assicurate di controllare la città fortificata di Cagliari e il suo golfo, dai Cartaginesi, ai Pisani ai Catalani, fino arrivare alla Repubblica Italiana che negli anni della guerra fredda ne ha fatto la sua portaerei nel Mediterraneo. Chissà che da ora in avanti invece, questa centralità non sia più importante dal punto di vista strategico, geo-politico e militare, ma che torni a essere un  luogo di scambio privilegiato di merci e di culture.